Non si può aprire... (Keystone)

Wir-machen-auf, ristoratori in rivolta

Alcuni esercenti potrebbero decidere di aprire lunedì, non rispettando la chiusura imposta dalla Confederazione. GastroSuisse si distanzia da questa iniziativa

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Lunedì alcuni ristoranti potrebbero aprire i battenti, violando le disposizioni contro la pandemia. Da qualche giorno circola in rete un appello in questo senso e sembra che alcuni gestori abbiano deciso di aderire anche in Svizzera. Lo slogan della protesta è "Wir-machen-auf" (noi riapriamo), è nato in Germania e si è diffuso rapidamente anche all'estero, conquistando diversi simpatizzanti pure nella Confederazione.

Non vengono comunicati i nomi dei locali che prenderanno parte all'azione di protesta, ma ci sono indicazioni su alcune località. Tra queste anche Bellinzona e Coira. Chi apre il proprio ristorante rischia tuttavia una multa che può arrivare fino a 10'000 franchi.

I promotori di "wir-machen-auf" sul loro sito scrivono che non sono negazionisti o complottisti. Ritengono però che le chiusure siano eccessive e relativizzano i danni del coronavirus. Secondo loro indicazioni non aderiranno soltanto locali pubblici, ma anche centri fitness e altri commercianti con le attività bloccate.

GastroSuisse ha nel frattempo fatto sapere di distanziarsi da questa iniziativa di "disobbedienza" e di non avere nulla a che fare con gli ideatori. "Noi non agiamo così. Se ci fossero dei membri che parteciperanno è un segnale della loro disperazione. Non hanno più niente da perdere. Noi come Federazione di categoria non possiamo sostenere un'iniziativa così", dice Casimir Platzer, presidente di Gastrosuisse. In futuro, però, non sono da escludere ribellioni: "Dobbiamo almeno aspettare fino a mercoledì prossimo, perché il signor Berset ha annunciato che potrebbero esserci aiuti". In caso contrario Platzer prende in considerazione manifestazioni di piazza, ma, assicura, senza violare le regole anti-pandemia.

FD/RG
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