La maggior parte dei gruppi parlamentari si è espressa a favore dell'innalzamento da 16'000 a 20'000 franchi (keystone)

Borse di studio, su il limite

Il Parlamento ha approvato l'aumento a 20'000 franchi dell'aiuto per gli studenti fuori cantone. Contributi per i master da restituire almeno al 25%

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Il Parlamento ticinese - con 47 voti favorevoli, 10 contrari e 15 astenuti - ha approvato l'aumento  da 16'000 a 20'000 franchi dell'importo massimo delle borse di studio versate a chi va a scuola fuori dal Ticino. Il Gran Consiglio, andando oltre la proposta governativa, ha così dato seguito a parte delle richieste delle associazioni studentesche (una piccola delegazione tra l'altro ha seguito il dibattito dalle tribune) e del partito socialista. Non è invece stata accolta la seconda rivendicazione di studenti e fronte rosso-verde: quella di rinunciare alla trasformazione obbligatoria in prestito da restituire di almeno il 25% della borsa di studio concessa agli studenti di master.

 

Il relatore Fabio Käppeli ha difeso la proposta commissionale definendola "una decisione di principio" poiché, ha spiegato il deputato liberale-radicale, "tramite la conversione in prestito si vuole ricordare ai beneficiari quanto ricevuto anche in forma di assegno per permettere di proseguire con i propri studi". Una posizione non condivisa da PS, l'MPS e il PC e Verdi che in aula hanno sostenuto il testo dell'iniziativa parlamentare che, per non penalizzare 500 giovani ticinesi, chiedeva l'abrogazione del capoverso della legge riguardante la conversione in prestito di parte della borsa. "Non riteniamo che fare un master, per chi viene da un'estrazione sociale bassa, sia un vantaggio personale, un modo per acquisire uno status di cui il beneficiario deve essere grato allo Stato", ha sottolineato la prima firmataria Daniela Pugno Ghirlanda.

 

CSI-FC/Bleff/Diem
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