Un'immagine d'archivio dello stabile ex Ostini, che dovrebbe ospitare Casa Marta (archivio Ti-Press)

Casa Marta, stand-by costoso

Il progetto per la realizzazione del centro di prima accoglienza a Bellinzona è bloccato mentre aumentano le spese e lo stabile sta cadendo a pezzi

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E’ impasse nel progetto per la realizzazione di Casa Marta a Bellinzona, all’interno dello stabile ex Ostini. Mancano infatti 900'000 franchi per sostenerne la creazione. L’omonima fondazione da ormai sette anni intende realizzare un centro di prima accoglienza sul modello di Casa Astra a Mendrisio.

Tuttavia, manca parte dei 4 milioni e mezzo da destinare alla ristrutturazione dello stabile a tre piani situato in Via generale Guisan. Si tratterebbe di un centro che, oltre a vitto e alloggio, offrirebbe anche assistenza alle persone al fine di aiutarle ad uscire da situazioni critiche.

Vero è che si sta parlando di uno stabile d’inizio ‘800 che, come ha confermato il presidente della fondazione Luca Buzzi, si trova in uno stato di totale degrado e sta letteralmente cadendo a pezzi. Intanto però con il passare del tempo aumentano i costi e perciò i fondi privati e comunali non sono più sufficienti.

L’inizio dei lavori sarebbe possibile se ci fosse una fideiussione oppure una garanzia che ne permetterebbe pure un avvio provvisorio. Invece, la città di Bellinzona non è disponibile anche perché un avvio parziale o un nuovo credito richiedono un nuovo messaggio, il che implica il riavvio dell’intera procedura. E intanto il tempo stringe.

Casa Marta senza tetto

Casa Marta senza tetto

Il Quotidiano di martedì 25.06.2019

 
CSI/Luigi Frasa/EnCa
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