Franco Bianchi

Ciao -fbi -!

È morto martedì mattina per un cancro devastante il collega giornalista Franco Bianchi

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È uscito di scena così in fretta che quasi nessuno si è accorto che, negli ultimi tempi, stava male. Lui, Franco Bianchi, 64 anni, già cronista di nera al Corriere del Ticino, poi a "Il Dovere" e quindi voce inconfondibile ai notiziari della RSI, era fatto così. Non amava essere al centro delle attenzioni. Voleva, semplicemente, essere apprezzato per quello che faceva. Si è sempre firmato "fbi", sigla che doveva essere letta - spiegava ai neofiti -come se vi fosse scritto F.B.I.

Amava il suo lavoro. Amava l'azione. Amava le forze dell'ordine. Indimenticabili le sue "telefonate di controllo" agli addetti della polizia cantonale. Si concludevano sempre con un "grazie e... buon servizio". Ha svolto molti lavori Franco Bianchi ed ha girato il mondo: da solo - come quando, in vacanza, passò due settimane in pattuglia con la polizia di New York -, ma anche con gli amici e con la sua Lou. Speaker ufficiale della Festa federale di musica nel 1991 in molti, in quell'occasione, lo videro felice. Adesso, oggi, se n'è andato. Una caduta. Una diagnosi impietosa. Solo due mesi fa. Ciao -fbi-! Ci mancherai.

m.c.

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