(EBU)

Dal Donbass, via Melide

Uno svizzero agli arresti domiciliari in Italia perché sospettato di essere coinvolto in un traffico di armamenti da guerra

Gli inquirenti italiani hanno stroncato lunedì un vasto traffico di armi e munizioni da guerra. Tra le diverse persone finite in manette figura pure un 42enne cittadino svizzero, titolare di una società attiva nel commercio di materiale d'aviazione con sede a Melide, accusato di detenzione e commercio di un missile aria-aria, di quelli che utilizzano le forze armate del Qatar.

 

Secondo gli investigatori, che stavano effettuando un’operazione contro le formazioni di estrema destra, quello scoperto è un “vero e proprio arsenale”, con armi di ogni tipo tra cui fucili d’assalto automatici di ultima generazione e lanciarazzi. Le indagini dell’antiterrorismo sono partite da Torino e hanno toccato varie città italiane. Sotto la lente della polizia, in particolare, l’attività di alcuni combattenti italiani che avevano preso parte alla guerra nel Donbass, in Ucraina.

Stando alle forze dell’ordine il cittadino svizzero, con un complice 51enne italiano, era coinvolto nel tentativo di mettere in commercio il missile Matra, di fabbricazione francese e assemblato nell'ottobre del 1980. L’ordigno era custodito in un hangar nel Pavese, titolare della società che possedeva la struttura nei pressi di Voghera. Per ora, gli inquirenti italiani non hanno prove che l'acquisto sia stato effettuato tramite la società svizzera. Il 42enne aveva altre aziende in italia.

Missile... "svizzero"

Missile... "svizzero"

Il Quotidiano di lunedì 15.07.2019

 
 
CSI/bin
Condividi