I fatti risalgono al 2015 - immagine d'archivio (creative commons)

Decreto per l'agente di Lugano

Chiusa l'inchiesta sull'ex poliziotto accusato di aver venduto a un'armeria due pistole sequestrate

Il procuratore generale, Andrea Pagani, ha emanato un decreto d'accusa nei confronti di un agente della polizia della Città di Lugano per appropriazione indebita qualificata (in quanto commessa da un funzionario di polizia), abuso di autorità e sottrazione di cose requisite o sequestrate. Lo ha reso noto il Ministero pubblico ticinese lunedì.

I fatti oggetto del procedimento penale, aperto all'inizio di ottobre del 2019, risalgono al 2015 e riguardano in particolare due pistole sequestrate che sono state in seguito vendute dall'imputato a un'ignara armeria per complessivi 350 franchi.

Nel decreto d'accusa viene proposta una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni con accollo di tassa e spese giudiziarie. L'agente, che nel frattempo si è licenziato, avrà ora 10 giorni di tempo per interporre un'eventuale opposizione.

eb
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