Due inquinamenti ad Agno

Identificate le origini degli episodi: morti 355 pesci e dito puntato contro chi getta prodotti chimici nei tombini

Sono state identificate le origini dei due episodi di inquinamento verificatisi negli scorsi giorni in due corsi d’acqua in territorio di Agno, uno dei quali ha provocato una moria di 355 pesci. Gli accertamenti per determinare le dinamiche e le relative responsabilità sono in corso, ha comunicato venerdì il Dipartimento del territorio (DT). L'identificazione è stata possibile grazie al pronto intervento e alla collaborazione del Nucleo operativo incidenti (NOI) della Sezione protezione aria, acqua e suolo, dei guardapesca di zona, della polizia cantonale e dei pompieri di Lugano.

Il primo episodio ha interessato la parte alta della roggia Prati Maggiori su una lunghezza di 350 metri ed è qui che sono stati trovati oltre 350 gardon morti. Il secondo evento ha avuto origine nel vecchio Vedeggio, senza che siano emersi, da una prima analisi, danni al patrimonio ittico.

"Maggiore attenzione con i prodotti chimici"

Il DT, nel comunicato, non si esime infine dal manifestare rammarico - nonostante le diverse attività di prevenzione messe in campo - per gli ancora troppo frequenti gli episodi d’inquinamento dei corsi d’acqua. E spesso le cause sono legate a manipolazioni scorrette di prodotti chimici.

"Si coglie l’occasione - si legge nel comunicato - per ricordare che gli utilizzatori di tali prodotti sono tenuti per legge a rispettare le disposizioni d’uso stabilite nelle schede dei dati di sicurezza, evitando tassativamente l’evacuazione non diversamente autorizzata di sostanze o prodotti pericolosi attraverso griglie, caditoie o tombini."

Vedeggio inquinato, trovata la causa

Vedeggio inquinato, trovata la causa

Il Quotidiano di venerdì 07.12.2018

 
 
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