GdP, "un progetto c'era"

La direzione del quotidiano dichiarato fallito contesta la tesi della curia

Un progetto che avrebbe potuto salvare il Giornale del Popolo non è stato preso in considerazione dall'editore: a sostenerlo è la direzione del quotidiano ticinese, dichiarato fallito martedì dalla pretura. "Oltre a migliaia di abbonati e sostenitori del GdP, che hanno dato piccole e preziose donazioni", si legge in un comunicato, "si sono fatti avanti diversi imprenditori del canton Ticino, convinti che la mancanza di un quotidiano cattolico nella Svizzera Italiana (fra l’altro l’unico rimasto in tutta la Svizzera) sia una grave perdita. Sottoposto loro un business plan per ripartire, si è riusciti in brevissimo tempo a raccogliere i finanziamenti necessari per metterlo in opera". La curia, però, non vi ha dato seguito. In precedenza il vicario Nicola Zanini aveva sostenuto invece che la decisione del pretore significa che "un progetto concreto non era arrivato".

Si contesta anche la tesi secondo la quale "il fallimento di Publicitas comprometterebbe il 40% dei ricavi", perché "si dimenticano le entrate garantite dagli abbonati" e "l'appello di tre settimane fa aveva avuto pieno successo". Infine, sarebbe stata scartata anche l'offerta di un'agenzia che sarebbe stata disposta a raccogliere pubblicità per la testata.

 

I sindacati, intanto, hanno preso atto del fallimento e fissato per mercoledì un incontro con i dipendenti per discutere i prossimi passi. Si conta sul fondo di solidarietà promesso dall'editore. Un punto, quest'ultimo, sottolineato anche da Syndicom e ATG Impressum.

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GdP, è scontro tra direzione e Curia

GdP, è scontro tra direzione e Curia

Il Quotidiano di martedì 05.06.2018

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