La sede di Chiasso dell'istituto di alta formazione IPUS
La sede di Chiasso dell'istituto di alta formazione IPUS (Ti-Press)

IPUS, la fine è più vicina

La CES respinge l'effetto sospensivo al decreto della Pretura che sancisce la bancarotta dell'istituto di Chiasso

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La Camera esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello (CEF) ha respinto l’effetto sospensivo richiesto da IPUS, l’istituto di alta formazione universitario privato che aveva sede in Via Vela 4 a Chiasso, dopo che la Pretura di Mendrisio Sud a inizio mese ne aveva decretato il fallimento.

La CEF ha constatato che IPUS è in difficoltà già dal 2014 e che sin da quel momento non permette più ai suoi studenti di ottenere un titolo universitario con valenza europea. Le prove di presunti crediti vantati da IPUS sono state ritenute inconsistenti. L'istituto inoltre non è stato in grado di dire quali costi deve sostenere per un anno accademico. La CEF ritiene quindi che la possibilità di risanamento di IPUS non sia stata resa verosimile e per questo, con decisione intimata alle parti, è stato respinto l'effetto sospensivo.

Contro questa decisione IPUS potrebbe ricorrere al Tribunale federale (TF), ma nella pratica con ogni probabilità IPUS non potrà dare corsi, iscrivere studenti né quindi incassare soldi, salvo una decisione dell'Alta Corte in tempi stretti. Nel frattempo la procedura di fallimento va avanti così come l'incarto aperto in magistratura.

CSI

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