Il pardo a quattro ruote

Il trasporto delle persone durante il Locarno Festival viene assicurato da una quarantina di autisti professionisti

55 auto, una quarantina di autisti (tra i quali anche 5 donne), decine di incontri e pochi problemi: queste le cifre del Locarno Festival a quattro ruote.

Ma… Come si diventa "autista delle star"? "Bisogna amare il contatto con le persone", spiega Giampiero Morosoli, che da tre anni a questa parte fa parte dello staff che assicura il trasporto degli ospiti e dello staff del festival. Si tratta inoltre di un lavoro che già conosce, poiché il resto dell’anno è impiegato presso una compagnia di corrieri ecologici e, inoltre, in passato si è occupato del trasporto di persone anziane e affette da disabilità. Un'esperienza personale che gli è estremamente utile per il Festival, dal quale anche lui prende molto: si ha "la possibilità di conoscere nuova gente [e] di tenersi allenati con una lingua al di fuori di quella madre".

Le regole da seguire sono molte, da quelle della circolazione, a quelle, ancora più restrittive, per i tassisti (poiché per candidarsi non basta la semplice patente, ma è necessaria quella per autisti professionisti) fino al "papiro di 30 pagine" di direttive interne del Festival. E non ci sono sgarri: "Sono molto disciplinati, non posso reclamare", dice Alessandro Bonalumi, responsabile logistica e trasporti della manifestazione.

E quando c’è da cambiare programma, una caratteristica fondamentale è la flessibilità. Il compito di chi è al volante è di trasportare i suoi passeggeri "dal punto A al punto B"; l’organizzazione di tutto il sistema è invece in mano ai coordinatori.

E i selfie con i VIP? Niente da fare, spiega Bonalumi: "O fa l’autista o fa il fan. Non funzionano tutti e due!"

Marija Milanovic

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