Il 31enne è reo-confesso (tipress)

Il piano del bancario

Ecco i dettagli del “colpaccio” da 15 milioni di franchi tentato dal consulente della Raiffeisen di Lugano

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Trapelano i primi dettagli dall’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato in carcere un funzionario della Raiffeisen di Lugano, per avere cercato di sottrarre 15 milioni di franchi. Il 31enne del Mendrisiotto – si è appreso giovedì – ha trasferito il denaro con meno di 10 operazioni. Transazioni consistenti, certo, ma non inusuali. Almeno a prima vista, considerando il fatto che si trattava di clientela commerciale, di cui era il consulente diretto.

I soldi sono finiti in due diverse banche estere, su conti intestati a dei prestanome. In un caso (forse entrambi) il beneficiario ufficiale era una società. L’uomo ha agito sull’arco di appena due giorni: giovedì 20 e venerdì 21 dicembre. Poi è fuggito oltre oceano, nella speranza di riuscire a disporre della somma alla svelta. Ma il lunedì successivo, alla vigilia di Natale, dopo la segnalazione di un cliente l’istituto ha scoperto le malversazioni, e si è subito attivato per bloccare i conti sui quali erano finiti i 15 milioni.

Al funzionario, rifugiatosi a Panama, non è quindi rimasto altro che rientrare in Svizzera e consegnarsi agli inquirenti. Parte del denaro era stata trasferita con bonifici fasulli. Di qui le accuse di truffa e falsità in documenti. Il resto utilizzando l’e-banking. Ecco perché il sostituto procuratore generale Andrea Maria Balerna ipotizza anche l’abuso di un impianto per l’elaborazione di dati.

Il 31enne è reo confesso. No comment da parte del suo difensore. “L’inchiesta è ancora alle battute iniziali – ricorda l’avvocato Andrea Rigamonti. Chiariremo la vicenda davanti alle autorità inquirenti, nel rispetto del segreto istruttorio.”

Francesco Lepori

La parola all'esperto

Come si scoprono tentativi di frode interna? Che controlli mette in atto una banca? La collega Francesca Calcagno lo ha chiesto a Alessandro Bizzozero, esperto di gestione dei rischi e già collaboratore della FINMA, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari.

Fermato in tempo

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Il Quotidiano di giovedì 10.01.2019

 

 
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