Dimitri Bossalini, comandante della polizia di Locarno e presidente dell'APCTi
Dimitri Bossalini, comandante della polizia di Locarno e presidente dell'APCTi (©Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

"Il sistema di oggi funziona"

L'Associazione delle polizie comunali ticinesi in assemblea a Locarno fa il punto della situazione

L'Associazione delle polizie comunali ticinesi si è riunita in assemblea mercoledì a Locarno per fare il punto della situazione e ribadisce che il sistema attuale funziona: portare a 25 il numero degli agenti dei corpi di polizia comunale che collaborano con quelle dei poli regionali (quelli cosiddetti di "polizia strutturata") — come proposto dalla Conferenza consultiva sulla sicurezza  — non è la via da seguire, ha ribadito il presidente, Dimitri Bossalini (ascolta l'audio allegato).

"Alcune polizie comunali dovranno operare su 20-25 comuni, è determinante avere un numero ristretto di comuni a cui portare il servizio, proprio per essere efficaci e tempestivi", ha detto ai microfoni della RSI. Ecco perché la controproposta è di portare il numero di agenti non a 25, ma a 16.

"Se la nostra proposta, che praticamente è già alla fase di implementazione, sarà accettata, il numero di comuni serviti sarà limitato e questo permetterà di garantire il concetto di polizia di prossimità".

Bossalini, durante il suo discorso, ha pure criticato la decisione del Dipartimento federale di giustizia e polizia di non aver previsto la detenzione, nel codice penale, per reati commessi contro funzionari.

CSI/px

Per saperne di più: il sito web dell'Associazione delle polizie comunali ticinesi

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Il Quotidiano di mercoledì 16.05.2018

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