Infermiere e infermieri erano gli unici famigliari

A 60 Minuti l'esperienza di Letizia Tamagni nei reparti di terapia intensiva durante le prime due ondate di Covid-19

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"Guardare al futuro è un po' difficile. Fa paura perché comunque si va verso l'inverno, abbiamo dei contagi che aumentano, sapere quello che ci aspetta non è facile e spaventa, soprattutto visti gli ultimi due inverni che abbiamo affrontato". Così Letizia Tamagni, infermiera di cure intensive all'Ente ospedaliero cantonale ticinese, ospite di lunedì sera a 60 minuti. Come tante altre colleghe e colleghi, per molti ricoverati è stato l'unico punto di riferimento anche affettivo, una sostituta dei famigliari. Impossibile, per loro, stare accanto ai malati di Covid-19.

In Ticino, i reparti dove vengono ricoverati i pazienti Covid-19 con i decorsi più gravi stanno vivendo oggi una situazione diversa rispetto a quella di esattamente dodici mesi fa. E nonostante i numeri dei casi e delle ospedalizzazioni siano in crescita, negli ospedali a Sud delle Alpi non vi è l'emergenza che invece stanno registrando le strutture di diversi Cantoni oltre San Gottardo. Ma per chi è stata fianco a fianco di tanti pazienti, molti dei quali non ce l'hanno fatta, durante le prime due ondate, la preoccupazione di poter rivivere quell'esperienza è tangibile. Letizia Tamagni, nella trasmissione e nel video qui in apertura, ha ricordato anche la solitudine vissuta dai suoi pazienti che non potevano ricevere visite. Un'esperienza che ha segnato molto il personale ospedaliero.

La puntata integrale di 60 Minuti si può rivedere qui:

Parole manomesse - Gli orizzonti del covid - Musica maestro

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Dibattito su un tema di attualità, che può essere regionale, nazionale o internazionale

 
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