La bimba è tornata a casa

L'inchiesta dovrà appurare perché l'11enne è rimasta incastrata nella porta del treno FLP, intanto le sue condizioni di salute sono migliorate

La ragazzina che lunedì è rimasta incastrata tra le porte del treno FLP a Magliaso, venendo poi trascinata per diversi metri, è tornata a casa e sta meglio.

Il convoglio era stato revisionato tre settimane fa. E tutti i sistemi di sicurezza risultavano funzionanti, assicura intanto ai microfoni della RSI il direttore delle Ferrovie luganesi Roberto Ferroni.

Le sue prime dichiarazioni sono però rivolte alla undicenne rimasta ferita: "Il mio primo pensiero va alla bambina. Siamo in contatto con la famiglia, che ci tiene informati".

Perché ieri la porta non si sia riaperta e l'11enne sia rimasta incastrata, sarà dunque l'inchiesta in corso a doverlo appurare. Un problema conosciuto è però quello rappresentato dalla scarsa visibilità di alcune fermate, come quella di Magliaso che è in curva: "Questo fa si che negli specchietti retrovisori il macchinista non riesca a vedere l'utenza che sale sulle porte. Fosse stato in un'altra fermata, la bimba sarebbe stata vista".

Col sistema attuale, infatti, il segnale per il macchinista è una luce verde che si accende quando tutte le porte risultano chiuse. Ma importanti migliorie in questo senso saranno apportate ai nuovi treni che dovrebbero essere pronti nel 2020.

CSI/redMM

Cause da chiarire

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Il Quotidiano di martedì 13.03.2018

 

 

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