Un prodotto legale che suscita più di un interrogativo
Un prodotto legale che suscita più di un interrogativo (Keystone)

La canapa light preoccupa

Il prodotto vendibile liberamente si diffonde anche in Ticino. I timori del farmacista cantonale e di Radix

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La cosiddetta canapa light, quella che può essere venduta liberamente poiché contiene meno dell'1% di THC e quindi non provoca sballo, si sta diffondendo anche in Ticino. La legge in Svizzera ne consente la produzione e il consumo dal 2011, ma la sua commercializzazione ha stentato a decollare. Il primo negozio ha aperto a Zurigo nell'agosto 2016 e di recente le cose sono cambiate anche a sud delle Alpi. Negli ultimi mesi, un po' in sordina ha cominciato a prendere piede per iniziativa di alcuni imprenditori locali ma anche svizzero tedeschi che, tra le altre cose, da questi giorni provvedono anche alla fornitura a domicilio del prodotto.

La canapa viene proposta in sacchettini di plastica contenenti i fiori secchi oppure sotto forma di prodotto tritato da usare come succedano del tabacco. In entrambi i casi la situazione sta sta suscitando una serie di preoccupazioni, come confermano alle Cronache delle Svizzera italiana il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini e Radix, l'associazione per la prevenzione delle dipendenze.

Entrambi mettono in guardia i consumatori. Il primo rilevando che il canabidiolo (sovente pubblicizzato dai venditori) "ha proprietà oggettive, ma vengono molto enfatizzate anche fuori luogo; non è il prodotto miracoloso che viene presentato". La seconda invitando a tenere alta la guardia poiché "i produttori sfruttano questo escamotage legale per conquistare una nuova nicchia di mercato; bisogna comportarsi in modo critico ed avere un atteggiamento consapevole rispetto ai rischi".

E in caso di controllo o incidente?

Da non trascurare inoltre il fatto che l'inalazione di canapa, anche con un basso tenore di principio attivo stupefacente, lascia traccia per una trentina di giorni. "Chi dovesse incappare in un controllo o restare coinvolto in un incidente - rileva Giovan Maria Zanini - dovrà poi dimostrare che quello che ha fumato era il succedaneo del tabacco e non lo spinello".

La polizia cantonale, da parte sua, ha preferito non esprimersi sulla posizione che intende assumere di fronte al nuovo fenomeno. Solo due giorni fa gli agenti hanno però compiuto un blitz in una ditta di Manno da anni attiva nella commercializzazione di prodotti contenenti cannabinoidi a uso medicinale che da alcune settimane ha arricchito il suo assortimento con la canapa light. Ne è stato sequestrato oltre un chilo, oltre a vari altri prodotti derivati, quali semi alimentari, olio e foglie per tisane.

Diem/CSI

 
Condividi