Immagine d'archivio (©Tipress)

Magistratura, "strutture fragili"

Pubblicato il rendiconto 2018 dell'apparato giudiziario ticinese, evasi più di 48'000 incarti, ma manca personale

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L'intero apparato giudiziario ticinese ha evaso l'anno scorso oltre 48mila incarti. Il dato emerge dal rendiconto 2018 del Consiglio della magistratura: un documento che annualmente fornisce una fotografia d'insieme dell'attività di procuratori pubblici, giudici e pretori in Ticino. Si registra quindi un calo rispetto al 2017, quando si andò oltre i 50mila incarti. Il dato è però superiore rispetto al 2016.

Il consiglio della magistratura definisce il dato lusinghiero. Viene tuttavia segnalata "una fragilità delle strutture della magistratura..." e questo non solo per le ormai note questioni logistiche. Servono rinforzi e, senza mezzi termini, nel rendiconto è ventilato anche il rischio di disservizi crescenti per il cittadino. Sono aspetti di cui - si legge - la magistratura non può essere ritenuta responsabile.

Tra le situazioni fonte di preoccupazione viene segnalata ad esempio la situazione dell'Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi, ritenuto sottodotato a livello di organico, e per di più con un carico di lavoro cresciuto ancora.  Molto preoccupante è definita anche la situazione del Tribunale amministrativo. Il carico di lavoro è in aumento -per il quarto anno di fila- anche per il Tribunale penale cantonale. Infine è stabile il numero di incarti aperti dal Ministero pubblico: 11’700.

"Potenziare la giustizia"

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Il Quotidiano di sabato 13.04.2019

 
CSI/SP
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