Il tunnel del Ceneri comincia a dare frutti

Il Quotidiano di giovedì 01.12.2022

Nel Mendrisiotto si fermano solo i convogli TILO e non gli Intercity che a Chiasso sostano soltanto (FFS Media)

Monte Ceneri, 45% di viaggiatori in più rispetto al 2019

La galleria ferroviaria comincia a dare i suoi frutti e il TILO, da solo, ha registrato un +18% (70'000 persone al giorno a ottobre)

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Dopo la flessione generata dalla pandemia, la galleria ferroviaria del Monte Ceneri comincia a dare i suoi frutti. Su questo asse circolano il 45% di viaggiatori in più rispetto al 2019. È invece più lento l'aumento del trasporto pubblico su gomma.

La galleria di base del Monte Ceneri è stata messa in funzione circa due anni fa. Eravamo in piena pandemia e poche persone usavano il trasporto pubblico. Oggi, invece, c'è un incremento, soprattutto su questa tratta, un +45% che supera pure l'incremento dei viaggiatori nel tunnel del San Gottardo. Un dato eccezionale se lo si confronta col traffico ferroviario in tutta la Svizzera, che è ancora sotto i livelli pre-Covid 19.

Si era parlato di rivoluzione del trasporto pubblico e di tempi di percorrenza abbattuti tra Lugano-Bellinzona-Locarno; i collegamenti più frequenti.  La pandemia ha però mandato a monte i piani. Ma ora, nel periodo post-Covid, il traffico regionale tocca cifre record. Il TILO, da solo, ha registrato un +18%rispetto al 2019 (70'000 persone al giorno a ottobre); un dato che fa ben sperare.

Rispetto al 2019 gli ultimi mesi di quest'anno segnano un aumento del 15% del traffico regionale su ferrovia e di circa il 10% del trasporto pubblico su gomma, un settore in cui il Cantone ha investito moltissimo, proprio durante la pandemia.

L'abbonamento arcobaleno registra un +10% di entrate, i treni sono spesso affollati nelle ore di punta.

Nota dolente la puntualità, messa in crisi quest'anno da alcune panne e da un blackout in ottobre.

La sfida per il futuro è un potenziamento ulteriore dei collegamenti tra le città, e soprattutto il completamento di Alptransit a sud di Lugano, dove la rivoluzione non è mai arrivata.

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