Dopo la CPI, il rapporto degli esperti esterni
Dopo la CPI, il rapporto degli esperti esterni (RSI)

Né collusione, né errori sistematici

Pubblicati anche i risultati dell'inchiesta amministrativa sull'appaltopoli grigionese - Sulla denuncia di Quadroni un errore di valutazione

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Nessuna collusione, né carenze o errori sistematici in seno all'amministrazione grigionese: è la conclusione degli esperti esterni che su mandato del Governo hanno indagato sui cartelli nell'edilizia retica, portati alla luce dalle inchieste della COMCO avviate nel 2012. L'Esecutivo aveva deciso di assegnare il mandato alla luce delle accuse rivolte all'allora Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste (oggi infrastrutture, energia e mobilità) e all'Ufficio tecnico.

RG 12.30 del 10.06.21: la reazione di Mario Cavigelli al microfono di Roberto Scolla
RG 12.30 del 10.06.21: la reazione di Mario Cavigelli al microfono di Roberto Scolla
 

I professori dell'Università di Friburgo incaricati hanno constatato un'attenzione limitata al singolo progetto, una percezione ridotta della situazione e l'assenza di una verifica generalizzata - come negli altri cantoni, però - ma nessun deficit sistematico. Non manca tuttavia qualche aspetto critico: almeno in un caso un elenco di progetti interno sarebbe giunto nelle mani di impresari secondo modalità non chiarite e alle assemblee dei costruttori venivano fornite informazioni sui preventivi di genio civile per l'anno seguente, elementi questi che avrebbero favorito gli illeciti.

Nel caso del cartello delle costruzioni della Bassa Engadina (l'altro era quello della pavimentazione stradale), inoltre, non sarebbero state prese sul serio le segnalazioni del "pentito" Adam Quadroni, giudicato non credibile. Una valutazione errata, secondo il rapporto, presentato il giorno dopo quello della Commissione parlamentare d'inchiesta, che dal canto suo aveva espresso critiche nei confronti delle autorità: sospetti, secondo la CPI, erano sorti già dal 2000, ma non si presero misure o furono insufficienti e per questo "il Cantone aveva facilitato" le intese sui prezzi. A tre funzionari si rimproverava quindi una violazione dei doveri di servizio.

 

Per gli esperti, era genericamente noto che nell'edilizia almeno temporaneamente vi sarebbero state intese, ma non vi sono indizi che i collaboratori sarebbero stati informati riguardo a spartizioni concrete di commesse o accordi sui prezzi o che li avrebbero condivisi.

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