Più tedesco, meno arti plastiche

Fa discutere l’idea dei Giovani liberali-radicali ticinesi di sottrarre ore alle materie artistiche per anticipare l’insegnamento della lingua in prima media

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Svizzero tedesco e tedesco sono le lingue più parlate in Svizzera sul posto di lavoro; francese e italiano seguono distanziate e separate dall'inglese: è su questa constatazione che i Giovani liberali-radicali ticinesi fondano la loro richiesta di anticipare in prima media l'insegnamento proprio del tedesco. Un'idea che tuttavia fa discutere anche perché c'è chi propone di sottrarre delle ore alle arti visive e plastiche.

“Capisco la proposta di inserire l’insegnamento del tedesco già in prima media, ma c’è un problema di praticabilità, non di concetto, perché per introdurre il tedesco in prima media bisogna togliere qualcos’altro”, aveva detto il capo del Dipartimento dell’educazione, Manuele Bertoli, durante il dibattito elettorale alla RSI. Il problema di spazio non sembra tuttavia spaventare chi promuove l’idea, e non ritiene un tabù un eventuale allargamento della griglia oraria. “Se non vogliamo aumentare le ore della griglia oraria, qualcuno si dovrà sacrificare sull’altare della patria”, spiega infatti ai nostri microfoni Alessandro Spano, dei Giovani liberali-radicali, aggiungendo: “La manualità i giovani non la imparano alle medie tramite per esempio l’educazione alle arti plastiche, la imparano toccando legno, piastrelle e cavi elettrici. Riteniamo quindi che la materia educazione alle arti plastiche vada combinata con visiva dalla prima media per guadagnare due ore, a favore del tedesco”. Un’idea, aggiunge Spano, nata da discussioni dentro e fuori il mondo della scuola, visitando anche le aziende, e sfociata infine in una mozione arrivata al Consiglio di Stato.

"Soluzione problematica"

“Ora il Governo dovrà esprimersi e dare una risposa alla Commissione speciale scolastica che ci ha chiesto un parere – spiega Manuele Bertoli -, credo tuttavia che ridurre le ore dedicate alle arti, che nella nostra scuola media sono già ai minimi termini, sia una soluzione piuttosto problematica. C’è inoltre da capire se queste due ore in più già in prima media a favore del tedesco facciano davvero fare un salto di qualità all’apprendimento della lingua”.

Arte o tedesco? Un dilemma che pare avere sullo sfondo due differenti visioni di scuola. “No, non è una visione aziendalista: il tedesco è la prima lingua nazionale, se nel nostro paese non la impariamo da subito non andiamo lontano… non solo a livello economico, ma anche sociale”, conclude Spano.

"Materie artistiche molto importanti"

La scuola media, ricorda però Bertoli, è una scuola generalista: “Ci vogliono le materie umanistiche, le lingue, che da noi hanno già molto spazio, le scienze, la matematica, ma ci vogliono anche le materie artistiche, che sono molto importanti”.

Toccherà dunque ai partiti, nelle prossime settimane, schierarsi in Gran Consiglio pro o contro la mozione Käppeli-Gianella.

Quotidiano-PA/ludoC
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