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Profughi, si entra nella fase dell’integrazione

Inaugurato a Chiasso il primo sportello per gli Ucraini in fuga dal conflitto – Seguiranno strutture a Lugano e Bellinzona

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Il Ticino ha avviato una nuova fase del dispositivo di accoglienza dei profughi ucraini: è quella dell’integrazione, con l’inaugurazione oggi, venerdì, a Chiasso di n nuovo sportello per le persone alle quali è stato attribuito il cosiddetto permesso “S” di protezione speciale.

La Confederazione vuole infatti che i Cantoni sviluppino programmi per aiutare i profughi a partecipare alla vita sociale e professione, in un’ottica di integrazione a medio e lungo termine con lo sguardo rivolto su un anno.

Fra i tre ambiti definiti a livello federale, il Ticino ha deciso di dare la priorità all’apprendimento della lingua e a interventi destinati a bambini e famiglie. Il terzo ambito è l’accesso al mondo del lavoro.

I profughi ucraini presenti attualmente in Ticino sono oltre 2'700 e quasi tutti hanno già ottenuto lo statuto “S”.

Strutture anche a Lugano e Bellinzona

Dopo quello di Chiasso, la prossima settimana saranno disponibili anche quelli di Lugano-Sorengo e Bellinzona. L’apertura di uno sportello a Locarno verrà valutata successivamente; la scelta di queste prime tre regioni rispecchia comunque quella nelle quali si trovano più profughi.

Si potrà accedere agli sportelli unicamente prenotando un appuntamento sul sito del Cantone. Queste strutture sono state concepite per capire di cosa hanno bisogno le persone, ecco perché ad accoglierle ci saranno interpreti e operatori sociali.

A Chiasso, verranno offerti, fra gli altri, corsi di lingua, di socializzazione linguistica, per i bambini dei corsi specifici di lingua e sport e inoltre la possibilità di partecipare a colonie estive e altre attività.

RG-PK/Red.MM
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