I volti dei quattro papabili del PLR ticinese per la successione a Didier Burkhalter (RSI)

Quattro nomi per il PLR

Successione di Didier Burkhalter: l'attenzione si concentra su Ignazio Cassis, Christian Vitta, Laura Sadis e Marina Masoni

venerdì 16/06/17 19:30 - ultimo aggiornamento: venerdì 30/06/17 10:45

Sono già iniziate - anche se con la massima discrezione - le manovre volte a individuare il candidato o la candidata del PLR ticinese da presentare alla successione di Didier Burkhalter in Consiglio federale.

Il tempo stringe, ci sono poche settimane per decidere fra una rosa di quattro papabili del PLR ticinese, anche se Ignazio Cassis resta il favorito. Serve una figura incontestata e autorevole, in Ticino come a Berna e questa è l'ora delle prese di contatto e delle discussioni a quattrocchi.

Ignazio Cassis

Affabile, disponibile, poligotta. La sinistra gli rinfaccia però il lobbysmo per le casse malati e posizioni borghesi sui temi sociosanitari. "Cassis malatis" è il nomignolo affibiatogli dal Mattino della domenica. La domanda è se non saranno proprio il PS e la Lega a non votarlo. A iniziare dai deputati ticinesi.

Christian Vitta

Vicepresidente del PLR svizzero, a Berna si è fatto notare con regolarità, soprattutto per la soluzione ticinese al voto del 9 febbraio contro l'immigrazione di massa. Non conosce però i meccanismi della Confederazione e nemmeno i membri di quell'assemblea chiamata ad eleggere. Ma in Ticino ai suoi piace, per le competenze e la disponibiità al dialogo, anche se potrebbe essere ritenuto politicamente troppo giovane.

Laura Sadis

Per i suoi simpatizzanti si è ritirata troppo presto dalla politica, pur essendo stata ligia al dovere e competente. Anche se con carenze comunicative. Ma le potenzialità le avrebbe. Le abbiamo chiesto se avrebbe anche l'ambizione. "No comment", ci ha detto, "sento solo che è la volta buona per il Ticino".

Marina Masoni

Lei non è più consigliera di stato da troppo tempo. Ma ha la politica nel DNA e un carattere determinato che tradotto in politica aveva fruttato molti consensi. Che non pochi hanno scordato.

Insomma, chiunque sia a superare la prima prova una cosa è certa: servirà un sostegno compatto, dentro e fuori il partito.

Quot/M.T.

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