Renzetti show

Il presidente dell'FCL a tutto campo. Sul calcio: "Uno paga, gli altri prendono lo stipendio." Sullo stadio: "Tocca alla politica". Sui ticinesi: "Mancano di coraggio"

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A pochi giorni dal verosimile passaggio di proprietà dell'80% dell'FC Lugano al russo Leonid Novoselskiy, Angelo Renzetti si svela a tutto campo a 60 Minuti sulla RSI.

"Sono orgoglioso - attacca Renzetti - di quanto fatto finora. Io farei il presidente tutta la vita. Ma nel calcio purtroppo ce n'è uno che paga e tutti gli altri prendono lo stipendio. E dunque può farlo solo un'entità importante. Io invece sono da solo".

Come mai la vendita ad un imprenditore russo? "La domanda di fondo - sostiene Renzetti - è questa: come mai in Ticino non c'è nessuno che riesce a farsi carico di una realtà come quella dell'FC Lugano? Il Ticino è una terra che dà molto. Ci sono molti imprenditori. C'è gente facoltosa. E dovrebbero dare qualcosa. Io ho cercato, senza chiedre l'elemosina a nessuno, ma non siamo neanche arrivati a parlare di soldi. Perché il calcio è visto come un pozzo senza fondo".

Sullo stadio: "Parlando con Novoselskiy mi sono detto che se terrò il 20% del club potrò occuparmene facendo il mio mestiere (quello del costruttore, ndr). Per dare al Lugano una casa che si possa sostenere e mantenere". "E comunque noi abbiamo il cuore in pace: se i lavori non inizieranno in tempo, la figuraccia la farà la politica".

Ed infine, sui ticinesi. "Ai ticinesi manca coraggio di capire che abbiamo delle risorse importantissime. Manca una mentalità un po' più aperta. E dovremmo aiutarci di più, l'un l'altro".

joe.p.

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