Ristorni, nessuna prova di forza

Il Governo ticinese ha deciso di non vincolare il versamento all’Italia

Sui ristorni delle imposte 2017 dei frontalieri da versare all’Italia il Canton Ticino non farà nessuna prova di forza. Nessun blocco, nessun versamento vincolato. Non tragga di inganno il contesto un po’ incantato delle Isole di Brissago dove per volere del presidente del Governo, Claudio Zali, il Consiglio di Stato si è riunito stamattina.

Le risposte ufficiali alle interviste realizzate al largo del Lago Maggiore appaiono avvolte di una nebbia simile a quella del canneto dell’Isola grande dove hanno passeggiato i membri dell’Esecutivo, ma sebbene una decisione formale verrà comunicata soltanto nei prossimi giorni i cinque consiglieri di Stato si sono contati e hanno deciso.

Una decisione a maggioranza di non forzare la mano nella consapevolezza che oggi è più importante riuscire a negoziare concretamente con l’Italia. Il Governo, infatti, concorda che sia necessario stabilire con le Regioni Lombardia e Piemonte una "road map" delle priorità e delle opere transfrontaliere di interesse comune. Le singole regioni – a quanto pare – avrebbero già comunicato la loro disponibilità. L’urgenza di simili trattative verrà ribadita anche a Berna: visto il timore sempre più concreto che l’accordo sui frontalieri parafato ormai più di tre anni fa non verrà mai ratificato, il Governo ticinese chiederà al direttore del DFAE Ignazio Cassis di intervenire e sostenere il Cantone nel lungo e inevitabilmente logorante rapporto con l’Italia.

(Quot/CSI)

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