Provocazioni e violenze si erano susseguite prima, durante e dopo la partita (©Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

Scontri alla Valascia, tre condanne

Prosciolto uno dei quattro imputati a processo per i fatti più gravi avvenuti il 14 gennaio ad Ambrì

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Tre dei quattro imputati comparsi tra martedì e mercoledì davanti alla Corte delle Assise correzionali per rispondere dei fatti più gravi avvenuti alla pista della Valascia il pomeriggio di domenica 14 gennaio 2018 sono stati condannati. La giudice Francesca Verda Chiocchetti li ha riconosciuti colpevoli dei principali reati dei quali erano accusati in relazione a quanto capitato ad Ambrì prima, durante e dopo la partita contro l'HC Losanna. A vario titolo si sono macchiati di: sommossa, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari e danneggiamento. Altre accuse sono invece cadute non essendo state dimostrate o per intervenuta prescrizione.

La pena più pesante è stata inflitta a un 31enne tifoso del Losanna che, dati i suoi precedenti, dovrà effettivamente versare la somma di 3'300 franchi, equivalente a 110 aliquote giornaliere (per lui l'accusa aveva chiesto una pena detentiva con la condizionale di 4 mesi). Sospese invece le pene pecuniarie inflitte a due supporter dell'HCAP (due ticinesi di 40 e 21 anni): 60 e 55 aliquote. La presidente ha invece prosciolto il quarto imputato: un 34enne zurighese, fan dei biancoblù, che non era direttamente coinvolto nelle violenze (ad escluderlo il colore delle sue scarpe). Sarà risarcito per le spese legali e il torto morale.

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Il Quotidiano di martedì 04.05.2021

 

La vicenda giudiziaria legata a quei fatti ha già portato alla condanna penale di oltre 30 persone (la maggior parte tramite decreto d'accusa). Ma non è ancora conclusa. Sia perché i tre condannati e l'accusa potrebbero impugnare la sentenza. Sia perché a processo dovrà comparire un altro imputato ticinese. Avrebbe dovuto presentarsi nell'aula di Lugano in questi giorni, ma è irreperibile da tempo.

Gli avvocati dei quattro si erano battuti per il proscioglimento dei loro assistiti, contestando le risultanze dell'indagine ritenuta frettolosa e senza produrre prove valide a sostegno delle singole responsabilità. La Corte è stata di altro avviso ed ha in buona parte confermato quanto sostenuto dal procuratore pubblico Nicola Respini, titolare delle indagini su quanto avvenuto alla partita domenicale.

Doveva essere una festa per le famiglie ed invece si era assistito a quella che l'HCAP aveva denunciato come un attacco "premeditato" da parte di una sessantina di membri di organizzazioni violente ticinesi, romande e tedesche condito da provocazioni, botte, fumogeni e transenne sfondate, ma pure dallo spray al pepe e dai proiettili di gomma sparati dalla polizia per tentare di contenere i più turbolenti e garantire l'incolumità degli altri presenti sugli spalti, tra cui molte famiglie con bambini.

Diem/Quot
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