"Serve un'Europa alla Svizzera"

Il filosofo russo Aleksandr Dugin a Lugano cita l'esempio elvetico. Il Vecchio continente "non sia sottomesso ad altri poteri"

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Aleksandr Dugin è ritenuto un influente ideologo di Vladimir Putin. E lunedì in serata era a Lugano, dove ha tenuto una conferenza all'interno di una lunga tournée italiana. Tournée che sta suscitando polemiche e sollevando sospetti per presunta la prossimità del filosofo russo con gli ambienti dell’estrema destra e del neofascismo.

 

Tuttavia, durante il suo intervento Dugin ha voluto subito smarcarsi da tali accuse, ribadendo a chiare lettere di “non avere relazioni con razzisti o con fascisti o con nazisti, ma con tradizionalisti”. Secondo il filosofo “in questo periodo siamo all’uscita della 'trasformazione' delle tre ideologie della modernità”, ricordando un’epoca in cui “tutti erano liberali o comunisti o fascisti”.

Aleksandr Dugin durante la conferenza tenuta a Lugano martedì
Aleksandr Dugin durante la conferenza tenuta a Lugano martedì (Ti-Press)

Aleksandr Dugin è stato invitato in Ticino dalla neonata associazione Fratria, che vuole promuovere dibattiti senza restare nei filtri del politicamente corretto. Espressosi davanti a una platea formata da una cinquantina di persone, non ha voluto precisare ai microfoni della RSI quanto sia veramente vicino al presidente Putin.

Intanto a Lugano il politologo moscovita 57enne ha voluto parlare soprattutto della Svizzera e del suo modello di sovranità: “Vogliamo un’Europa 'alla Svizzera', non questa Europa”, ha rimarcato ai presenti, e che non sia “sottomessa alle esigenze di altri poteri”.

 
RG/EnCa
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