Parte di Bondo era stata travolta dalle successive colate detritiche (keystone)

"Sollevati, ma non scorderemo la tragedia"

Pizzo Cengalo, nessun colpevole per la morte degli alpinisti. La sindaca di Bregaglia Anna Giacometti: “Temiamo le colate detritiche, ma monitoriamo la situazione”

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Le autorità grigionesi e bregagliotte non sono responsabili della morte di otto escursionisti in Val Bondasca due anni fa. Si riassume così la decisione della procura di archiviare l'inchiesta aperta dopo il crollo del Pizzo Cengalo, notizia pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag.

 

Come viene accolta dunque questa notizia dal comune di Bregaglia, al quale non viene per ora imputata nessuna responsabilità? “Siamo sollevati da questo decreto di abbandono, in quanto eravamo coinvolti nella procedura”, risponde ai nostri microfoni la sindaca di Bregaglia Anna Giacometti, aggiungendo: “Non c’è tuttavia il rischio che si dimentichi la tragedia. Pensiamo di continuo alle persone che hanno perso la vita, e alle loro famiglie”.

Archiviata l’inchiesta sulla morte degli escursionisti, non tutti i problemi in Val Bondasca sono però risolti: attualmente, continua Anna Giacometti, si sta costruendo un sentiero, “ma ad ogni forte temporale c’è la paura per il materiale che viene depositato e che non si sa se potrebbe raggiungere nuovamente Bondo sotto forma di colate detritiche. Per ora ci è andata bene ma il capitolo non è stato ancora chiuso: il Pizzo Cengalo viene misurato costantemente, e sappiamo sempre cosa potrebbe o non potrebbe succedere”.

Anna Giacometti
Anna Giacometti (keystone)

Per quanto riguarda il nuovo sentiero, questo viene tracciato fuori dalla zona di pericolo, ed è un sentiero per alpinisti, non adatto alle famiglie: “Bisogna partire a piedi da Bondo e sono quasi cinque ore di cammino con un grande dislivello”, conclude la sindaca.

Nessuna negligenza nella frana del Pizzo Cengalo

Nessuna negligenza nella frana del Pizzo Cengalo

Il Quotidiano di domenica 16.06.2019

 
CSI-AC/ludoC
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