Mafie sempre più attive in Svizzera

Per la FedPol si intensificano le relazioni, soprattutto della 'Ndrangheta, di tipo finanziario (riciclaggio)

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Le varie mafie della Penisola, su pressione degli inquirenti italiani, hanno fatto registrare un'accresciuta presenza sul territorio svizzero, dove sono stati effettuati diversi arresti nel 2010, e su quello dei paesi vicini. Lo rivela il rapporto annuale dell’Ufficio federale di polizia (Felpol) pubblicato giovedì secondo il quale ad essere maggiormente a rischio sono i cantoni di confine, come il Ticino.

Internet la nuova frontiera del crimine

Dal documento emerge che le organizzazioni mafiose fanno uso sempre più frequente di internet per pianificare reati su scala internazionale. Molto spesso si scopre che dietro la messa a segno di grossi colpi si cela la collaborazione di criminali appartenenti a clan mafiosi e hacker telematici responsabili della diffusione di virus informatici.

L’utilizzo della rete consente loro di agire sempre più rapidamente e di far perdere sovente le proprie tracce. Esso viene inoltre utilizzato per fini propagandistici e per incitare alla violenza.

Svizzera utilizzata per riciclaggio e attività di supporto

Esse si servono della Svizzera, oltre che come crocevia e luogo di transito per attività di supporto, per il riciclaggio di denaro, reato attuato con la massima discrezione grazie ad esperti del mondo finanziario e bancario elvetico. Comunque la maggior parte dei reati ha luogo all’estero.

La Fedpol ritiene che siano necessari maggiori investimenti di personale e di formazione per far fronte a queste nuove minacce informatiche e auspica una maggiore collaborazione a livello nazionale e internazionale. A tale scopo, Berna ha autorizzato la creazione di 12 nuovi impieghi in questo settore.

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