Muscoli, basette e senso paterno per Hugh Jackman in Logan
Muscoli, basette e senso paterno per Hugh Jackman in Logan (© 2017 Twentieth Century Fox)

Arriva Wolverina

A Berlino c'è Logan, crepuscolo degli artiglioni per Hugh Jackman

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Anche Wolverine invecchia, porta gli occhiali per leggere, abusa di alcol e fatica a rigenerarsi con i  superpoteri. Cosa ancora più difficile da immaginare incontrando l’attore australiano che gli dà il volto: Hugh Jackman https://it.m.wikipedia.org/wiki/Hugh_Jackman, abbronzato e sorridente, che fa i red carpet e gli incontri stampa di rito al Berlinale Palast.

Logan, scritto e diretto da James Mangold, è  l’ ultimo capitolo della saga cinematografica su Wolverine. Se l’ispirazione viene sempre dai comics della Marvel, questa volta il riferimento specifico è la serie in otto albi intitolata "Vecchio Logan".

Fedele alle regole dei film sui supereroi, Logan, con un ritmo inarrestabile e inquadrature mai banali, parte come  una storia di disperazione e fallimento: gli X-Men sentono il tempo che passa, sono un po’ depressi e non sono più invincibili. La trama si sviluppa anche attraverso la messa in discussione del passato per arrivare a Una sorprendente speranza per il futuro prossimo. Come l’umanità intera ripone desideri e aspettative nei propri figli o comunque nelle nuove generazioni, così dai nostri eroi dà una sicurezza di continuità la scoperta di un luogo illegale e segretissimo dove il governo americano crea un insolito esercito di soldati: bambini concepiti in vitro con mutazioni del codice genetico che hanno superpoteri. E la buona notizia è che una parte di loro è già fuggita per creare una truppa indipendente.

Ma le vicende più emozionanti del film sono quelle che riguardano la scoperta, l’incontro, la conoscenza e il ritrovare somiglianze incredibili tra Wolverine e quella che potrebbe essere sua figlia.

Francesca Felletti


 

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August Diehl

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