La cerimonia si svolge al Bâtiment des Forces Motrices
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I favoriti nelle dodici categorie

Pronostici in vista del Premio del cinema svizzero

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Il Premio del cinema svizzero che si assegna a Ginevra domani, 24 marzo, contempla dodici categorie principali, più un premio speciale "hors categorie" attribuito dall'Accademia e un premio d'onore alla carriera (che quest'anno va a Bruno Ganz).

Analizziamo le nomination categoria per categoria, tentando di identificare dei possibili favoriti:

«Miglior film»

ALOYS (Tobias Nölle / Hugofilm Productions)
DIE GÖTTLICHE ORDNUNG (Petra Volpe / Zodiac Pictures)
MA VIE DE COURGETTE (Claude Barras / Rita Productions)
MARIJA (Michael Koch / Hugofilm Productions)
UN JUIF POUR L'EXEMPLE (Jacob Berger / Vega Film)

Qui non c'è dubbio, il favorito è COURGETTE di Barras, incalzato dal solo DIE GÖTTLICHE ORDNUNG che potrebbe rappresentare l'alternativa. Se è vero che un premio alla "zucchina" sarebbe una prima assoluta - quello di un'animazione sul trono del miglior film svizzero - è altrettanto vero che il curriculum di premi e nomination, oltre al successo di pubblico, è impressionante. Una vittoria di ALOYS, MARIJA o UN JUIF POUR L'EXEMPLE sarebbe una sorpresa.

«Miglior documentario»

CAHIER AFRICAIN (Heidi Specogna / PS Film)
DAS LEBEN DREHEN - WIE MEIN VATER VERSUCHTE, DAS GLÜCK FESTZUHALTEN (Eva Vitija / SwissDok)
EUROPE, SHE LOVES (Jan Gassmann / 2:1 Film)
JEAN ZIEGLER, L'OPTIMISME DE LA VOLONTÉ (Nicolas Wadimoff / Dreampixies)
RAVING IRAN (Susanne Regina Meures / Christian Frei Filmproduktion)

Quello che ha avuto più visibilità è forse il documentario sui deejay persiani RAVING IRAN. Anche a Locarno erano venuti e avevano fatto ballare gli spettatori della rotonda. ZIEGLER è solido e non dogmatico, ma di solito le vicende dei personaggi politici non fanno l'unanimità dei votanti. EUROPE, SHE LOVE ha avuto la bella vetrina della Berlinale e CAHIER AFRICAIN della Semaine di Locarno. E se il favorito fosse il trionfatore di Soletta 2016, DAS LEBEN DREHEN? Probabilmente è il più intenso di tutti, sicuramente il più personale.

«Miglior cortometraggio»

BON VOYAGE (Marc Raymond Wilkins / Dschoint Ventschr)
LA FEMME ET LE TGV (Timo von Gunten / arbel)
LE DON (Sophie Perrier / Bord Cadre films)
NIRIN (Josua Hotz / Louise Productions)
OPÉRATION COMMANDO (Jan Czarlewski / Box Productions)

Qui il favorito è sicuramente il corto di Timo von Gunten LA FEMME ET LE TGV, che può vantare il biglietto da visita della nomination agli Oscar. Tra gli altri curioso e ben fatto il romando OPERATION COMMANDO, guerra simulata tra bambini al campo estivo. Toccante NIRIN, su un bimbo africano dato in affido. Struggente anche LE DON, sul confronto tra una famiglia povera e due benefattori. Più attuale di tutti il convincente BON VOYAGE, su uno yacht di svizzeri che viene "invaso" da alcuni migranti in fuga.

«Miglior film d’animazione»

ANALYSIS PARALYSIS (Anete Melece / Virage Film)
AU REVOIR BALTHAZAR (Rafael Sommerhalder / Freihändler Filmproduktion)
BEI WIND UND WETTER (Remo Scherrer / Zeitraum Film)

Anete Melece ha già vinto tre anni fa con THE KIOSK. La sua tecnica resta ottima anche in ANALYSIS PARALYSIS, con cui potrebbe bissare. La tecnica di AU REVOIR BALTHAZAR è suggestiva. Il favorito però è BEI WIND UND WETTER, bianco e nero per una vicenda triste di infanzia in difficoltà, non foss'altro perché ha avuto la vetrina superprestigiosa del Festival di Cannes.

«Migliore sceneggiatura»

DIE GÖTTLICHE ORDNUNG (Petra Volpe)
MOKA (Frédéric Mermoud)
UN JUIF POUR L'EXEMPLE (Jacob Berger / Aude Py)

Qui la battaglia è aperta: Petra Volpe è sceneggiatrice riconosciuta (recentemente ha fatto HEIDI) e il suo film è molto piaciuto, Mermoud e il suo MOKA hanno dalla loro la prima mondiale sullo schermo più bello di tutti, quello di Piazza Grande, UN JUIF POUR L'EXEMPLE è una storia importante e complessa, scritta cinematograficamente molto bene. La monetina va su DIE GÖTTLICHE ORDUNG.

«Migliore interprete femminile»

Marie Leuenberger (Nora) in DIE GÖTTLICHE ORDNUNG
Esmée Liliane Amuat (Lou) in SKIZZEN VON LOU
Tilde von Overbeck (Vera) in ALOYS

Anche qui la favorita è la protagonista del film di Petra Volpe. Per due motivi. Il suo personaggio, donna di inizio anni '70 che si emancipa gradualmente, è molto bello e esprime valori importanti. E poi la concorrenza viene da brave colleghe, impegnate però in due film meno convincenti.

«Miglior interprete maschile»

Bruno Ganz (Arthur Bloch) in UN JUIF POUR L'EXEMPLE
Urs Jucker (Jonas) in DER FROSCH
Max Simonischek (Hans) in DIE GÖTTLICHE ORDNUNG

Ganz è già rimasto a bocca asciutta l'anno scorso, quando la sua nomination per HEIDI non è andata a buon fine. Jucker interpreta un ruolo curioso in un film molto buffo, DER FROSCH (in uscita nella Svizzera tedesca). Simonischek invece potrebbe essere il favorito sia per il film che per la possibilità di dire, implicitamente; "mi manda papà" (l'attore Peter Simonischek, in questo periodo agli onori per la gigantesca interpretazione nel tedesco TONI ERDMANN).

«Migliore interpretazione da non protagonista»

Therese Affolter (Frau Dr. Wipf) in DIE GÖTTLICHE ORDNUNG
Rachel Braunschweig (Theresa) in DIE GÖTTLICHE ORDNUNG
Sibylle Brunner (Vroni) in DIE GÖTTLICHE ORDNUNG

Inutile affannarsi: il premio andrà a DIE GÖTTLICHE ORDNUNG e non c'è una favorita tra le tre. Forse meriterebbe Sibylle Brunner in virtù di una grande carriera.

«Migliore musica da film»

ALOYS (Beat Jegen / Tom Huber)
CAHIER AFRICAIN (Peter Scherer)
MA VIE DE COURGETTE (Sophie Hunger)

Sophie Hunger è uno dei personaggi svizzeri dell'anno, vincitrice dello Swiss Award. Difficile non vederla come favorita, anche per via dell'effetto COURGETTE.

«Migliore fotografia»

ALOYS (Simon Guy Fässler)
EUROPE, SHE LOVES (Ramòn Giger)
MISÉRICORDE (Filip Zumbrunn)

Battaglia apertissima. ALOYS ha ben cinque nomination complessive; EUROPE, SHE LOVES potrebbe essere il favorito; MISÉRICORDE del ticinese Fulvio Bernasconi è quello per cui facciamo i tifo. Anche perché  questa è l'unica nomination con un po' di Svizzera italiana.

«Miglior montaggio»

ALOYS (Tobias Nölle)
CAHIER AFRICAIN (Kaya Inan)
MA VIE DE COURGETTE (Marie-Eve Hildbrand / Marina Rosset / Valentin Rotelli)

Dove è presente il film di Barras non può che essere il favorito. A preparargli il trappolone però ci sono sia il documentario CAHIER AFRICAIN di Heidi Specogna che il grigio ALOYS.

«Miglior film di diploma»

DIGITAL IMMIGRANTS (Norbert Kottmann, Dennis Stauffer)
HYPERTRAIN (Etienne Kompis, Fela Bellotto)
IVAN'S NEED (Manuela Leuenberger, Veronica L. Montaño, Lukas Suter)

Categoria al secondo anno, istituita per ragioni un po' politiche (spesso i film "scolastici" toglievano spazio a nomination "professionali" nella categoria del miglior cortometraggio). Non li abbiamo visti e sospendiamo il giudizio.

Marco Zucchi

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