Kusturica e la Bellucci in Sulla via lattea
Kusturica e la Bellucci in Sulla via lattea (Photo Marcel Hartmann - biennale.org)

Serpi, agnelli, falchi, oche

Kusturica a Venezia in una favola con la Bellucci

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Serpenti, falchi, oche, pecore, gatti e persino un’orso. E poi laghi, cascate, alberi, canne di bambù e un vento potentissimo. È la natura salvifica di On The Milky Road di Emir Kusturica, ultimo film in concorso alla Mostra di Venezia. Animali ed elementi naturali che diventano veri e propri personaggi nelle vicende dei due protagonisti: il musicista tuttofare interpretato dallo stesso Kusturica e l’italiana in fuga di cui veste i panni Monica Bellucci. Sullo sfondo ma come presenza incalzante: la guerra fra serbi e croati.

Tra la bella italiana e il lattaio è amore a prima vista
Tra la bella italiana e il lattaio è amore a prima vista (Photo Marcel Hartmann - biennale.org)

Come prevedibile sin dalle prime sequenze che descrivono l’incontro fra l’uomo e la donna, tra i due nasce l’amore e sboccia nonostante le mille difficoltà che incontrano sulla strada e le mille avventure che si trovano a fronteggiare. Tutto è raccontato con il ritmo sempre puntuale e coinvolgente di Kusturica (che non a caso di recente ha dichiarato di volersi dedicare solo alla musica, sebbene qui la colonna sonora sia stata composta dal figlio Stribor), con la follia del suo stile surreale e satirico, ma anche con diverse cadute nella retorica e nel sentimentalismo (una su tutte: l’immagine del vestito insanguinato della sposa che fluttua nell’acqua dopo essere stato gettato nel fiume). Indimenticabili, invece, le sequenze di serpenti che bloccano i protagonisti non per aggredirli ma per salvarli, del branco di pecore che li circonda allo stesso scopo, dell’agnellino che nasce nel momento in cui alcuni soldati perdono la vita.   

Le inquadrature di Kusturica richiamano l'iconografia sacra
Le inquadrature di Kusturica richiamano l'iconografia sacra (Photo Marcel Hartmann - biennale.org)

Il regista serbo, a quasi vent’anni dall’ultima volta al Lido per il  suo Gatto nero, gatto bianco (che vinse il Leone d’argento) ha dichiarato di aver voluto raccontare una “fiaba moderna” (il film è tratto dal suo romanzo “Lungo la via Lattea”), ma a noi piace pensarla senza tempo perché parla di amore, di guerra, di morte e di nascita.

Francesca Felletti


 

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