08.07.2021482 visualizzazioni

I segreti di Facebook

Facebook conta oltre due miliardi di utenti. In che modo regola i contenuti che incitano gli abusi nei confronti dei minori, la crudeltà verso gli animali, l’autolesionismo e l’istigazione all’odio?

Documentario di Toby Paton Facebook conta oltre due miliardi di utenti: tutti creano e condividono foto, video e testi, i cosiddetti “contenuti”. La maggior parte di questi è innocua, ma alcuni non lo sono. Facebook in che modo regola i contenuti che incitano gli abusi nei confronti dei minori, la crudeltà verso gli animali, l’autolesionismo e l’istigazione all’odio? Questo documentario fa luce, grazie a un’indagine svolta sotto copertura, al sistema di moderazione del gigante dei social media. È il lato oscuro di Facebook. Un sistema assai discutibile che dà un’immagine inquietante dell’azienda creata da Mark Zuckerberg nel 2004. Una società che sembra pensare soprattutto al profitto e per la quale i contenuti estremi sono sinonimo di guadagni estremi. Un esempio su tutti. Un video in cui si vede un uomo che picchia un bambino è stato visualizzato 44mila volte nei due giorni successivi alla sua messa in rete. Nonostante le ripetute lamentele di un’organizzazione che si batte contro gli abusi sui minori, il filmato è ancora visibile perché secondo Facebook non viola i suoi regolamenti. Lo stesso video viene utilizzato per formare i “moderatori”, cioè le persone incaricate di valutare se cancellare o lasciare i contenuti controversi. Le direttive sono quanto meno poco trasparenti. In nome della libertà di espressione quasi tutto viene accettato. Anche perché, come ammette un moderatore, registrato a sua insaputa, “se si censura troppo, la gente perde interesse nella piattaforma... alla fine, tutto gira attorno ai soldi.” Richard Allan, uno dei massimi dirigenti di Facebook, nega con fermezza che i contenuti estremi o scioccanti facciano guadagnare più soldi all’azienda. “Si tratta di un malinteso.” Ma il giudizio di Roger Mac Namee, mentore di Zuckerberg quando era all’università e tra i primi investitori di Facebook, è categorico. Secondo l’uomo d’affari, i contenuti estremi non vengono tolti perché mantengono fedeli gli utenti e ne portano di nuovi. Mac Namee afferma: “Facebook ha capito che gli estremisti sono quelli che hanno un vero valore, perché uno solo di loro attira 50 o 100 persone. Ecco perché vogliono il massimo di contenuti estremi possibile.”

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