24.03.2014338 visualizzazioni

Kathya Bonatti

La 1, domenica 2 marzo 2014, ore 19.15

Dopo aver ottenuto la laurea in giurisprudenza, la luganese Kathya Bonatti decide di cambiare rotta proseguendo lungo una via completamente diversa da quella cui l'avrebbero normalmente condotta i suoi studi. Si dirige difatti verso la psicologia e la psicolterapia, diventando sessuologa e docente di sessuologia forense presso La Sapienza di Roma. Sessuologia forsense che grazie alle sue competenze multidisciplinari Kathya è abilitata ad insegnare a professionisti quali medici, psicologi, avvocati, criminologi e agenti di polizia. Un campo delicato e complesso, reso popolare negli ultimi anni dal cinema e dalle serie televisive a sfondo criminale, ma che nella vita reale costituisce un impegno concreto dal punto di vista criminologico e terapeutico, poiché la componente psicologica e sessuale si rivela essenziale nella comprensione del comportamento criminale. Anche autrice di diversi libri e articoli, il suo volume più recente è Madri e padri manipolatori, un'opera orientata a comprendere le ferite che i genitori possono provocare o aver provocato nei figli a livello fisico, psicologico e spirituale a seguito di maltrattamenti. Un tassello importante nella battaglia contro la violenza domestica, che soltanto in Europa, Svizzera inclusa, è tra le maggiori cause di morte e disabilità per le donne fra i 16 e i 44 anni. Il contributo di Kathya Bonatti si estende però anche a campi meno torbidi e cupi. Motivata dalla voglia di aiutare le persone a vivere la sessualità in maniera armoniosa e migliorare i rapporti interpersonali, da qualche anno svolge in Ticino l’attività di consulente in sessuologia e “life coach”, un mestiere volto a far conoscere tutte le forme del verbo “amare”: amare, amarsi a farsi amare.

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