18.03.20161978 visualizzazioni

Troppi nei nell'ateneo / Swiss e i biglietti annullati

Corsi universitari di tre anni per ottenere una laurea in fisioterapia riconosciuta in tutta Europa: questa la promessa dell'IPUS di Chiasso, ma sarà vero? A seguire la beffa dei biglietti annullati da Swiss

Tre anni di corsi, una retta di quasi 10’000 Euro all’anno e un nobile fine: una laurea in fisioterapia valida in tutta Europa, Svizzera inclusa. È l'allettante promessa che ha convinto decine e decine di studenti ad iscriversi all’IPUS di Chiasso, l’Istituto privato universitario svizzero. Un'Università privata, o almeno per questo si è spacciato l’ente di formazione. Per alcuni studenti l’iscrizione si è trasformata in un costoso incubo e l’agognata laurea sembra quasi un miraggio: di fatto, i soldi fin qui sborsati per ora non danno loro il diritto a un titolo universitario riconosciuto, a meno di non andare a finire i corsi niente meno che… a Maribor, amena cittadina nella regione della Stiria, in Slovenia! Eh sì, perché l’IPUS aveva stretto un accordo con l’ateneo Alma Mater di Maribor, che aveva anche rilasciato alcune lauree agli studenti “chiassesi”, ma da settembre l'Università slovena ha revocato ogni convenzione. Sotto accusa le pratiche leggere dell’istituto di Chiasso: esami senza controlli, professori non abilitati, abuso dei loghi della stessa Università slovena. Insomma: un pasticciaccio che avrebbe costretto l’ateneo sloveno a interrompere ogni collaborazione con la scuola chiassese. Una vicenda a cui si è aggiunto un decreto d’accusa, siccome la scuola si sarebbe fregiata senza averne diritto del termine “universitario”. Allo stesso è stata fatta opposizione, il Procuratore pubblico ha confermato il decreto e ora sarà la Pretura Penale a dover decidere. L’IPUS si difende, considerando illegittima la rescissione del contratto da parte dell’Università slovena ed informando che un nuovo accordo, con un’altra Università riconosciuta a livello europeo, “pare ad oggi imminente”. Intanto non pochi studenti si sono ritrovati a fare i conti con una situazione confusa: esami da rifare, altre tasse universitarie da pagare (dopo quelle già versate a Chiasso) e addirittura un trasferimento in Slovenia, per finire gli studi e svolgere il necessario tirocinio. Una vicenda raccontata dai diretti protagonisti, e un’inchiesta che svela i retroscena degli “atenei” che con troppa facilità sorgono e prosperano in Ticino. Swiss: la beffa dei biglietti annullati Immaginatevi di essere al ristorante e di avere ordinato due portate. Quando il cameriere vi porta il primo piatto per un motivo qualsiasi, cambiate idea e decidete di passare direttamente al secondo. La risposta del cameriere vi lascia di stucco: se non prende il primo non le serviamo nemmeno il secondo. Vi sembra assurdo? Impossibile? Ma sapete una cosa? La compagnia aerea Swiss con i propri biglietti fa esattamente così. È capitato a diversi clienti che fanno fatica a credere alle risposte ricevute. La spiegazione sarebbe contenuta nelle condizioni di trasporto della compagnia aerea, peraltro non stampate sul biglietto. Condizioni che recitano: “Se non si presenta alla partenza senza avvisare in anticipo, la prenotazione del volo di rientro, come pure quella per una coincidenza, può essere cancellata”. Può una compagnia area comportarsi in questo modo? I casi si moltiplicano e Patti chiari racconta le storie di clienti arrabbiati. E Swiss cosa dice? Le risposte della compagnia aerea e l’analisi di un esperto di diritto privato.

Pagina del programma

Ultimi episodi

Più video su questo tema