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Geografia e storia della letteratura italiana

La storia della letteratura si sviluppa all’incrocio tra la dimensione temporale e quella spaziale. Difficile astrarre un autore dal tempo in cui ha creato e dal luogo in cui ha operato. Il ciclo di incontri pubblici prodotto da Rete Due in collaborazione con l’Istituto di studi italiani dell’USI, tenutosi nel 2017 tra i mesi di maggio e ottobre, ha voluto rendere omaggio alla figura di Carlo Dionisotti a 50 anni dalla pubblicazione del suo fondamentale “Geografia e storia della letteratura italiana” e in occasione dell’inaugurazione del Fondo Dionisotti con i preziosi volumi dell’eminente studioso donati dalle figlie alla Biblioteca dell’Università della Svizzera italiana. Un ciclo di serate con studiosi di chiara fama che, introdotti da Maria Grazia Rabiolo, hanno ripercorso la tradizione letteraria italiana dal Medioevo al XX secolo indagando proprio la relazione tra gli scritti, le epoche e i luoghi.

 

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  • 15.07.18 Napoli e il Seicento di Giambattista Basile. Incontro con Giacomo Jori

    dom, 15 lug 2018, ore 15:35

    «Fiorisce ovunque nel Seicento, a paragone della letteratura nazionale, la poesia e letteratura dialettale, e consegue […] risultati sorprendenti e duraturi».

  • 08.07.18 Firenze e il Cinquecento di Niccolò Machiavelli. Incontro con Maurizio Viroli

    dom, 08 lug 2018, ore 15:35

    Con fine ironia torinese, Carlo Dionisotti ha scritto che gran parte dei suoi saggi machiavelliani «mostrano l’impaccio di gente che arriva tardi, con l’abito della festa, quando la festa è già finita da un pezzo».

  • 01.07.18 Le origini tra Umbria e Sicilia. Incontro con Lino Leonardi (2./2)

    dom, 01 lug 2018, ore 15:35

    Il Medioevo italiano, prima della fortuna di Dante, Petrarca e Boccaccio, non conosce uno spazio letterario omogeneo lungo le diverse aree linguistiche della penisola.

  • 24.06.18 Le origini tra Umbria e Sicilia. Incontro con Lino Leonardi (1./2)

    dom, 24 giu 2018, ore 15:35

    Il Medioevo italiano, prima della fortuna di Dante, Petrarca e Boccaccio, non conosce uno spazio letterario omogeneo lungo le diverse aree linguistiche della penisola.