Viva la vita

di Massimo Zenari

Il 21 marzo si celebra la vita. È per questa ragione che nel 1999, in coincidenza con l’equinozio di primavera, l’UNESCO ha istituito simbolicamente la “Giornata mondiale della poesia”. Perché – si dice – la poesia va oltre i confini, le lingue e le differenze, portando con sé un’ideale di bellezza, dialogo e pace universali. Poesia come vita. È con questo spirito che "Alice" darà voce, fuor di retorica, in questa puntata, a tre poeti che hanno scritto e vissuto in disparte ma lasciando tracce anche profonde. Giampiero Costa, amatissimo docente di italiano del liceo di Mendrisio, presenterà l’importante edizione che ha curato per i Meridiani Mondadori di “Poesie e prose” di Camillo Sbarbaro (1888-1967), tra i più significativi poeti del Novecento, amico e ispiratore di Eugenio Montale. Importante è stata anche l’opera di Sandro Penna (1906-1977), apprezzatissimo anch’egli da Montale, del quale Pierre Lepori, Premio Schiller nel 2003 per “Qualunque sia il nome”, ha tradotto in francese “Poesie/Poèmes” (1973) per le edizioni D’en bas di Ginevra, dopo avere scritto e messo in scena per il losannese Théâtre 2.21 il monologo “Le Voyageur insomniaque”, dove Penna si racconta. La puntata si concluderà con Massimo Raffaeli, che inviterà alla lettura della personalissima “Antologia personale” di Giampiero Neri (Garzanti), «il più in ombra dei nostri grandi poeti», secondo la critica, fratello del ben più noto Giuseppe Pontiggia, che alla veneranda età di 95 anni offre al pubblico una sintesi ampia e rappresentativa della sua opera: preziosa.