Massimo Giangrande

di Sergio Albertoni e Valerio Corzani

Il nostro ospite di oggi è uno dei più originali ed interessanti musicisti italiani, capace di conquistarsi un seguito ed una visibilità grazie alle sue canzoni toccanti ed ispirate unite alle liriche intense e all’influenza di sonorità d’oltreoceano che rimandano a Jeff Buckley, Nick Drake o Elliott Smith. Nato nel 1973, Massimo Giangrande si mette presto in luce per le sue abilità di polistrumentista suonando nel circuito de “Il Locale”, noto club romano degli anni ’90, e lavorando come produttore e arrangiatore al fianco di alcuni tra i più noti musicisti del panorama musicale nazionale. Dopo un lungo periodo trascorso in Inghilterra e Francia, inizia una intensa attività di concerti e partecipazioni a numerosi festival europei, collaborando sia in studio che dal vivo con musicisti di fama internazionale come Greg Cohen, Vincent Ségal, Tuck & Patty, e molti altri. Al suo ritorno in Italia comincia a scrivere canzoni proprie, e dopo il suo esordio discografico del 2008, Apnea, e la sua intensa attività con il Collettivo Angelo Mai, inizia a dedicarsi alla produzione di musica originale in inglese con lavori che spaziano dall’elettronica, al songwriting, fino alle colonne sonore per il teatro e il cinema. Nel 2013 trasferisce la sua produzione nei boschi dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove realizza il suo nuovo studio insieme all’amico compositore e arrangiatore Andrea Biagioli dando alla luce il progetto elettronico Antiphone. Tra le molte altre cose, oggi ci parlerà del suo lavoro più recente, Beehives of resistance.