Anaïs Nin, '70 (©Wikipedia - Elsa Orfman)

Anaïs Nin: la donna, l’artista

di Marzia Ciamponi

BLU COME UN’ARANCIA
Da lunedì 20 a venerdì 24 marzo 2017 alle 10:35
Replica il giorno seguente alle 01:30

 

"Scriviamo per accrescere la nostra consapevolezza della vita. Scriviamo per lusingare e consolare gli altri. Scriviamo per fare una serenata ai nostri amanti. Scriviamo per gustare la vita due volte, nell'istante presente e nel ricordo... Scriviamo per ampliare il nostro mondo quando ci sentiamo soffocati, limitati o soli." Cit: Anaïs Nin.

A quarant’anni dalla sua morte, viene ancora considerata l’incarnazione della libertà psicologica e sessuale della donna.

La vita ordinaria non le piaceva. La sua passione era la scrittura, tanto da diventare un vizio. Il suo diario era il suo Kif, la sua droga. Nel secolo scorso scandalizzò il mondo con i suoi racconti erotici, la vita libera e i molteplici amanti. Il Guardian l’ha definita “Santa Patrona dei social network” paragonandola a Lena Dunham che, proprio come lei, viene accusata da anni di essere narcisista e fissata col sesso. Il suo nome completo è Angela Anaïs Juana Antolina Rosa Edelmira Nin y Culmell, ed è una delle scrittrici più discusse del ‘900, la «donna dai mille veli», che andremo a scoprire in questa serie di “Blu come un’arancia”, attraverso l’ausilio del saggio “Anaïs Nin. Il vizio di scrivere”, una particolare biografia che di lei ne fa la psicoterapeuta e scrittrice Rita Brescia.

I brani tratti dai diari di Anaïs Nin sono letti da Francesca Zucchero.

Immagina...

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