Max Frisch (Keystone)

Il coraggio dell’utopia

Max Frisch e l’architettura in Svizzera, di Mattia Mantovani

BLU COME UN’ARANCIA
Da lunedì 14 a venerdì 18 maggio 2018 alle 10:35
Replica il giorno seguente alla 01:30

 

La serie di questa settimana, a cura di Mattia Mantovani, prende spunto dalla recente ristampa dei tre saggi sull’architettura ("Costruiamo da soli la nostra città", "Attenzione: la Svizzera" e "La nuova città") che Max Frisch pubblicò negli anni Cinquanta con la collaborazione del sociologo ed economista Lucius Burckhardt e dello storico Markus Kutter. I tre scritti -con l’eccezione di "Attenzione: la Svizzera", che nel 1986 venne inserito nell’edizione critica delle opere di Frisch- vengono riproposti dopo sei decenni, e con la grafica originale, dalla casa editrice Triest di Zurigo, specializzata in architettura e urbanistica. È una ristampa molto importante (in attesa della traduzione italiana, di prossima pubblicazione), non solo perché rende nuovamente reperibili testi di estremo interesse, ma anche perché permette di inquadrare il difficile rapporto tra Frisch e la Svizzera all’interno di una prospettiva più ampia, completa e differenziata. L’architetto Max Frisch, che di lì a poco diventerà scrittore a tempo pieno con la pubblicazione del grande romanzo “Stiller”, rimprovera alla Svizzera della metà degli anni Cinquanta la mancanza di idee. E l’architettura, a suo modo di vedere, è una delle espressioni più evidenti di questa mancanza di idee, di coraggio e di utopia. Le cinque puntate della serie ripercorrono le tappe salienti delle riflessioni di Frisch sull’architettura, fino all’idea -poi mai realizzata- di una città modello, partendo dalla celebre domanda posta dallo stesso Frisch: “Una piccola nazione è condannata a non conoscere il concetto di grandezza?”.

 

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