La polizia sul luogo del delitto, nel giugno del 2017
La polizia sul luogo del delitto, nel giugno del 2017 (rescue media)

Delitti Capitali

Di Nicolas Joos. Autore e regista

Da lunedì 16 maggio a giovedì 14 giugno 2022 

 

Non c’è niente di più facile
che condannare un malvagio,
niente di più difficile che capirlo.
Fëdor Dostoevskij

Ogni anno nella Svizzera Italiana si consumano mediamente 2-3 omicidi intenzionali; 25 in tutta la Svizzera con una media di 2,7 omicidi ogni 100’000 abitanti (di 0,6 la media in Italia). Gli atti violenti in Ticino nel 2021 sono stati 1500; oltre il 50% in più rispetto al 2020. La violenza è in forte aumento in Svizzera, come del resto, nel Mondo.
La serie di radiodrammi Delitti Capitali, realizzata grazie al contributo della Fondazione Svizzera per la Radio e la Cultura e della Fondazione Damiano Tamagni, è basata su episodi di efferata violenza realmente accaduti e tratti dalle sentenze della Corte delle Assise Criminali (disponibili pubblicamente in rete). Generalmente le sentenze riportano la descrizione della scena del delitto, la dinamica e il movente del crimine, la vita sociale del carnefice e della vittima e in conclusione ovviamente la sentenza del giudice. Fra le innumerevoli sentenze disponibili in rete (impossibile leggerle tutte, sono oltre 50'000!) ne sono state selezionate alcune, il cui movente apparteneva ad un vizio capitale.

Allo stile fiction dei radiodrammi è stato affiancato lo stile documentaristico (interviste a testimoni e parenti delle vittime, svolte dall’autore durante la stesura delle sceneggiature).I nomi dei carnefici e delle vittime nonché i luoghi dei crimini, nel rispetto dei parenti delle vittime, sono stati modificati; ma alla serie emerge che l’immagine da cartolina, di una Svizzera protetta e sicura, in cui certe cose non accadono, è ben lontana.

Come è possibile contrastare la violenza dilagante? Quali sono le esperienze nell’arco di una vita, che portano un individuo a sviluppare un pensiero deviante e diventare un criminale? In che modo la società, l’educazione famigliare, lo stile di vita, possono influire sulla mente criminale? Con tutta la violenza che quotidianamente subiamo, dalle serie TV ai video games, dalla pandemia alla guerra in Ucraina, è giusto offrire agli ascoltatori altra violenza? Si a condizione che la violenza non affascini. La tensione durante la fiction è inevitabile, l’ascoltatore però (brutto a dirsi in questo periodo), deve stare distanziato. Non si deve immedesimare nel dramma.

In un radiodramma, dove quasi tutto passa attraverso la parola, questo distanziamento è possibile modificando un po’ il linguaggio. Nella serie i personaggi usano un gergo inventato creando naturalmente il distacco, un tempo che permette all’ascoltatore (chiamato il gufatore)  di riflettere, d’essere critico rispetto a ciò che ascolta.

Ora in onda Prima fila - Concerto RSI In onda dalle 20:30
Brani Brani in onda Dancing - Paolo Conte Ore 19:56