L'estremista di destra Anders Breivik ha ucciso 77 persone
L'estremista di destra Anders Breivik ha ucciso 77 persone (keystone)

Utoya: uno di noi

Adattamento e regia Sergio Ferrentino

Da lunedì 17 maggio a venerdì 28 maggio 2021

Con Claudio Moneta (Brevik) Dario Sansalone (Viljar Hanseen) Daniele Ornatelli (Havard Gasbakk) e con Igor Horvat, Gabriele Calindri, Oliviero Corbetta, Alessandro Castellucci, Massimiliano Zampetti, Deborah Morese, Matteo Carassini, Michela Atzeni, Marta Lucini, Margherita Saltamacchia, Anahì Traversi, Patrizia Salmoiraghi, Nicola Stravalaci, Maurizio Pellegrini, Eleni Molos, Francesca Vettori, Maura Marenghi, Giuseppe Palasciano, Davide Garbolino, Riccardo Buffonini, Renato Bertolas.

Musiche originali di Gianluigi Carlone
Tecnico del suono Luca De Marinis
Assistente alla drammaturgia Mario Mucciarelli
Assistente alla regia  Luca Bozzoli
Assistente di produzione Caterina Mariani

Produzione esecutiva Fonderia Mercury

Note di regia

Nell’aula di tribunale il pubblico ministero fa ascoltare una telefonata.

Qui è la linea di emergenza della polizia.

C’è una sparatoria in corso a Utøya» dice una ragazza respirando affannosamente. E’ nascosta nel bagno di un caffè. “Lui è qui.”

La ragazza alza il telefono in modo che l’operatore senta. Un grido. Poi in colpo di arma da fuoco. Poi un altro. Poi diversi, in successione. Sempre di più! Di più! Dopo 3 minuti il pubblico ministero chiude la registrazione.

Il tempo che è servito all’assassino, Anders Breivik,  per sparare  cinquanta colpi e uccidere tredici ragazzi e ragazze. Sono le 17:26 non è che l’inizio.

In aula si sente un pianto, una sedia spostata, voci educate che si scusano.

La seduta è sospesa.

Utoya è una tragedia da ascoltare, in tutte le sfumature possibili

Dalle telefonate alla polizia ai disperati messaggi dei genitori, dai racconti ufficiali alle frasi sussurrate, dalle crisi di panico alle speranze ritrovate, dalle dichiarazioni processuali di Breivik  ai referti psichiatrici. Un flusso ininterrotto di parole silenzi singhiozzi e paure.

Da quel flusso si può intuire le laceranti sfumature del dolore  che ha provocato il massacro di Utoya.

Il dolore fisico dei feriti, del genitore, di un amico, sorella, il dolore per le morti evitabili che forse è il dolore più atroce.

Dopo l’attentato e durante il processo che ne è seguito tutto il mondo ha iniziato a porsi delle domande. Come è potuto accadere? Perché è accaduto?

E chi è Anders Breivik?

Come scrive Åsne Seierstad : Uno di noi è la storia di un massacro, ma anche una riflessione sul male.

È una storia che parla di comunanza contrapposta a isolamento, di speranza contro rifiuto, di tolleranza verso fanatismo. Di amore contro odio.

Utoya ci aiuta a studiare il passato, osservare il presente, immaginare il futuro.

Ora in onda Laser (r) In onda dalle 22:35
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