La rabbia è un bene comune

di Pierre Lepori

In una società in cui chi ha il potere lo usa per prevaricare (con sotterfugi e vendette), è giusto che la rabbia sia un valore comune, un modo per non mollare la presa su valori non negoziabili, come la tolleranza, l’antirazzismo, la lotta contro la misoginia e per il rispetto per le opzioni di vita non convenzionali. La rabbia dei "molinari" o di una donna stuprata a Firenze (i cui violentatori vennero prosciolti perché "se l’era cercata") deve poter straripare, perché è una garanzia di democrazia.