Ospite: Cesar Brie

di Patricia Barbetti

Teatrante di razza e di frontiera, nella storia di César Brie ci sono le distese sconfinate della Patagonia, dove ha trascorso parte dell’infanzia, il tumulto della Buenos Aires dove è nato e cresciuto e i centri sociali di Milano, dove arriva da esiliato a metà degli anni Settanta, mentre il suo Paese è in mano alla dittatura militare. Ma c’è anche la luce nordica della Danimarca, dove si trasferisce per lavorare con l’Odin Teatret di Eugenio Barba, le altitudini boliviane di Yotala, dove ha fondato il Teatro de los Andes e dove ha vissuto a lungo. Secondo le parole dello scrittore Fernando Marchiori: Tutti i temi del teatro di Brie sembrano fondersi in una profonda riflessione sulla violenza e sul tempo, nel tentativo di rivedere la tragedia antica alla luce della propria storia”. Il regista e attore argentino arriva al Teatro Foce di Lugano con “Nel tempo che ci resta”, testo inedito che racconta un fatto di cronaca del passato, uno degli episodi più oscuri della storia italiana.

Altre segnalazioni di teatro, di musica e di cinema legate alla stretta attualità completano il ricco percorso di Domani è un altro giorno.

Cesar Brie
Cesar Brie (©Cesar Brie)