Antigone, 1882 di Frederic Leighton (Wikipedia)

Leggere Antigone

di Letizia Bolzani

GERONIMO
Filosofia
Martedì 15 maggio 2018 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 19 maggio 2018 alle 09:00

 

Ci sono eroine che non cessano di interrogarci, che “non hanno ancora finito di dire quello che hanno da dire”, per citare la definizione che Italo Calvino utilizzò per i classici. Antigone è una di queste, una delle più – tuttora – “parlanti”. Questa ragazza ostinata e ribelle, che non esitò a trasgredire la legge dello stato (quella dello zio, e sovrano di Tebe, Creonte, che vietava gli onori funebri ai traditori), appellandosi a leggi “non scritte, incrollabili”, più alte e assolute, in nome delle quali andò da sola a seppellire il fratello Polinice, non ha smesso di suscitare l’interesse degli artisti, degli scrittori, e anche dei filosofi. Sono tante le pagine della grande riflessione filosofica che, soprattutto a partire dal XIX secolo, hanno proposto delle letture interpretative della tragedia di Sofocle. Hegel, Kierkegaard, Hölderlin, Heidegger, Bultmann, Lacan, Nussbaum, Ricoeur, Derrida, sono alcuni dei filosofi che hanno riflettuto su Antigone. Ce ne fornisce un’approfondita panoramica, con un’interessante introduzione, Pietro Montani, nel volume “Antigone e la filosofia”, edito da Donzelli. Pietro Montani, professore di Estetica presso l’Università La Sapienza di Roma, sarà l’ospite di questa puntata.

 

Emergenza umanitaria, incontro pubblico con Filippo Grandi

Seguici con