Fabio Merlini (TiPress)

La seduzione degli oggetti

di Michela Daghini

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Un incontro con il filosofo Fabio Merlini per indagare la nostra contemporaneità estetizzata e performante, sempre più inospitale, in cui tutto è merce o aspira a diventarlo. La bella apparenza che tanto ci seduce dei consumi, esercita infatti un potere di incantamento che da un lato nasconde condizioni di produzione neoschiavistiche e offese all'ecosistema, e dall'altro stringe alleanze con i regimi di consunzione del tempo. E proprio attraverso il senso del tempo e dell’uso che ne facciamo, Merlini ci porta a riflettere su alcuni aspetti centrali del nostro vivere, a cui appartiene un’inevitabile tristezza che all'insegna dell'easy style costringe in realtà a una sfibrante mobilitazione cognitiva. Al tema il filosofo ha dedicato il volume "L’estetica triste. Seduzione e ipocrisia dell’innovazione", edito da Bollati Boringhieri.

 

Fabio Merlini è presidente della Fondazione Eranos di Ascona e dirige a Lugano l’Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale. Ha insegnato all’Università di Losanna e ha tenuto regolarmente seminari presso l’École Normale Supérieure di Parigi. Tra i suoi libri ricordiamo "La comunicazione interrotta. Etica e politica nel tempo della rete" (2003), "L’efficienza insignificante. Saggio sul disorientamento" (2009), "Ubicumque. Saggio sul tempo e lo spazio della mobilitazione" (2015) e "Filo di perle. Poesie liriche in tre tempi" (2015).

Prima emissione 30 aprile 2019

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