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La via dei giganti

di Claudio Visentin

Alla fine della Guerra di secessione americana (1861-1865) la storia degli Stati Uniti prese un nuovo orientamento spaziale. Dopo il sanguinoso conflitto tra nord e sud, si rafforzò l’interesse per gli immensi territori a ovest. Già da qualche decennio i carri dei pionieri si erano spinti verso la “frontiera”, a prezzo di grandi fatiche e pericoli. La costruzione della prima ferrovia transcontinentale tra il 1865 e il 1869, esattamente un secolo e mezzo fa, rese il viaggio più facile ed economico, come spiega Andrea Giuntini. L’innovazione nei trasporti si estese poi alla politica, all’economia e all’intera società, favorì la nascita di nuovi Stati e confermò la convinzione in un “Destino manifesto” degli Stati Uniti, chiamati a diffondere libertà e democrazia sino al Pacifico.

E tuttavia, come sottolinea Bruno Cartosio, il mito del Far West ha anche coperto le ripetute violenze a danno degli Indiani, proprio allora confinati nelle riserve, e il pesante sfruttamento delle risorse naturali del territorio, a cominciare dallo sterminio dei bisonti al tempo delle costruzioni ferroviarie.

Bruno Cartosio, "Verso ovest. Storia e mitologia del Far West", Feltrinelli

 

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