Oscar Peer, Il rumore del fiume (estratto della copertina) (edizionicasagrande.com)

"Il rumore del fiume e dei ricordi"

di Natascha Fioretti

GERONIMO
Libri
Mercoledì 11 ottobre 2017 alle 11:35
Replica alle 23:33

 

Come un bambino seduto nella sabbia, Oscar Peer gioca con il suo setaccio nel quale fa scorrere, e al tempo stesso trattiene, i suoi ricordi di gioventù, quelli legati alla famiglia e ai suoi luoghi d'origine. Intensi e nitidi agli occhi del lettore, tra i monti e le valli dell'Engadina, nei racconti di Oscar Peer rivivono il bisnonno Gisep, il nonno Tumasch, i genitori, gli amici e gli animali di famiglia. Considerato tra i maggiori scrittori della cultura retoromancia del Novecento, Oscar Peer tratteggia e definisce i personaggi come pochi altri. Li modella con le parole, profondi e vivi fuoriescono dalla lingua con le loro gesta e azioni, spesso soffrono, sono personaggi che toccano con mano il dolore. Così lo ricorda il critico letterario Roman Bucheli, che lo ha definito un disegnatore di uomini capace di creare figure marcate che si imprimono nella memoria. Vincitore del Premio Schiller nel 1996, scomparso nel 2013, a raccontare la vita e l'opera di Oscar Peer in questa puntata di “Geronimo Libri” è la sua traduttrice Marcella Palmara Pult vincitrice del premio Terra Nova per la traduzione del romanzo “Il rumore del fiume” edito da Casagrande. Un romanzo slow che racconta di luoghi e persone d'altri tempi da assaporare con lentezza e un animo predisposto a sentire gli odori, vedere i colori, udire le voci di un mondo e dei suoi protagonisti.

La notte del cortometraggio

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