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La lingua conquistata

di Mariarosa Mancuso

Geronimo libri
Mercoledì 21 settembre 2016 alle 11:35
Replica alle 23:33

 

Ha lasciato Teheran nel 1960, aveva 19 anni. A Roma ha studiato architettura e scienze politiche, mentre era attivo tra gli esuli che combattevano lo scià Reza Pahlavi. Giornalista e saggista (scrive di medio oriente su Limes e altre testate) Bijan Zarmandili ha pubblicato in italiano il suo primo romanzo - “La grande casa di Monirrieh” - nel 2004: un viaggio nel novecento iraniano, con una donna protagonista. “L'estate è crudele” - Premio Vittorini Premio Isola d'Elba nel 2007, racconta l'Italia del boom e della contestazione in parallelo con l'Iran della temibile Savak, la polizia segreta della famiglia Pahlavi.

Il suo ultimo romanzo - uscito da Nottetempo - si intitola “Sima”: il nome di un’espatriata, cresciuta a Londra e sposata a Roma, che dopo tanti anni non si sente ancora a casa da nessuna parte. Con Bijan Zarmandili parleremo di romanzi e di poesia, di esilio e lontananza, della scelta di scrivere in italiano.

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