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Piombo e litio

di Marco Pagani

IL GIARDINO DI ALBERT
Giovedì 26 ottobre 2017 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 28 ottobre alle 18:00

 

Non c’è bisogno di sottolineare quanto il mondo moderno sia dipendente dall’elettricità, per ogni cosa.

Mai come oggi le nostre vite sono state legate all’utilizzo di questa forma di energia, per la cui produzione si cercano sempre nuove e più efficienti tecnologie.

E mai come oggi, a fronte di una produzione elettrica che copre tutti i nostri fabbisogni, si è fatta sentire l’esigenza di immagazzinare in maniera efficiente quest’energia.

Dispositivi mobili che consumano sempre di più, automobili elettriche che richiedono maggiore autonomia, energie rinnovabili che, per definizione, forniscono energia in modo discontinuo, e necessitano quindi di un luogo dove riporre l’energia prodotta in eccesso, per poterla utilizzare quando serve.

È facile immaginare come cambierebbe il mondo, se la batteria del nostro telefonino durasse mesi, anziché ore; o se un’automobile elettrica potesse percorrere 10mila km con un pieno.

Altrettanto facile comprendere, quindi, perché sullo stoccaggio energetico si stiano, in questi ultimi anni, concentrando risorse ed energie come mai prima.

“Il Giardino di Albert” indaga questo argomento con l’aiuto di due scienziati: Silvia Bodoardo, del Politecnico di Torino, una delle massime autorità europee nella ricerca e sviluppo nel campo dell’elettrochimica legata alle batterie, e Massimiliano Capezzali, fino a pochi mesi fa vicedirettore del centro energia del Politecnico di Losanna e oggi a capo del centro energia dell’Alta Scuola di Ingegneria e Gestione del Canton Vaud (HEIG-VD).

Storie: Qui Marco Blaser

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