Albrecht von Haller pubblica nel 1729 Die Alpen. Tra le quarantanove strofe in versi alessandrini del poema - che il medico illuminista bernese avrebbe scritto dopo un’escursione tra le montagne del Giura - trovano spazio anche alcune note a piè di pagina: riportano con accuratezza nome e specie di piante e fiori citate nei versi, secondo la nomenclatura binomiale di Linneo.

Un particolare quest’ultimo che riflette gli interessi di Haller per la botanica, e in particolare per quella alpina. Nel 1746 pubblica a Göttingen una Historia stirpium Helvetiae, poi rivista e completata nel 1768. L’opera di classificazione pone per prima un particolare accento su piante e fiori insediati nelle terre alte dell’arco alpino: fragili, rare, ma allo stesso tempo tenaci, capaci di colonizzare ambienti naturali aspri, rarefatti, essenziali.

A duecento anni di distanza dalla stagione illuministica della botanica, a Chiasso, un impiegato delle Ferrovie Federali Svizzere assiste con interesse allo spuntare (tra le infrastrutture del nodo ferroviario appena rinnovato) di fiori e piante. Ernesto Schick - questo il suo nome - osserva, cataloga, disegna … e crea una nuova categoria botanica: la flora ferroviaria.

Oscillando tra questi due caratteri tipicamente svizzeri - quello alpino e quello ferroviario - il Granaio della memoria propone questa settimana un percorso d’archivio sonoro e floreale tra le teche della RSI.
Claudio Biffi

Oltre il granaio

Ernesto Schick (1980) Flora ferroviaria: ovvero la rivincita della natura sull’uomo. Osservazioni botaniche sull’area della stazione internazionale di Chiasso, 1969-1978

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