Quando tutto cominciò… e qualcosa ancora rimane

di Mariarosa Mancuso

Nel Settecento, l’educazione di un gentiluomo britannico non poteva dirsi completa senza un viaggio in Europa, spesso in compagnia di un precettore. Serviva per vedere il mondo, osservare le abitudini altrui (invariabilmente considerate bizzarre), impratichirsi nelle lingue, perfezionare le conoscenze artistiche visitando musei, chiese, rovine.

Viaggiavano anche le donne, per esempio Lady Wortley Montagu (a cui dobbiamo la diffusione dei vaccini, li sperimentò sui propri figli). L’usanza continua nell’800 quando i viaggi si fanno meno faticosi. il primo viaggio organizzato, inventato da Thomas Cook, risale al 1841.

In questa prima puntata del “Grand Tour” di Rete Due - il programma proseguirà tutta l’estate, con varie tappe europee - torniamo alle origini. E arriviamo al “Viaggio in Italia” radiofonico di Guido Piovene, dal 1953 al 1956. Parliamo delle prime guide turistiche e delle antiche strade d’Europa. Tra gli ospiti: Attilio Brilli, Renato Martinoni, Sara Garau, Benedetta Cibrario, Luca Clerici.